archivio anni '70_Assembleaaa!!/1
     
PARCO LAMBRO 1976
   ASSEMBLEAAA!! (materiale tratto da Re Nudo n° 44-45, agosto-settembre 1976)
 


Quella che segue è la registrazione fedelissima, tranne pochi interventi, delle due assemblee, quella di Lunedì e quella di Martedì, che si sono tenute al Parco Lambro. Abbiamo numerato gli interventi per poter capire meglio dove finivano e dove iniziavano e abbiamo messo i nomi delle persone di cui sapevamo il nome.

Assemblea, Lunedì pomeriggio.

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"Secondo me bisogna aver ben chiara una cosa, altrimenti non si capisce un cazzo. II problema non è fra noi e i baracchini che vendono, fra noi e chi vende. Vogliamo ficcarcela in testa o no, questa menata qui!!! Il problema è che noi abbiamo un casino di bisogni, e questi bisogni non si possono soddisfare all'interno di questo festival, porca puttana!! Perchè fra due giorni tu dove cazzo sei? Sei a casa tua a farti le pippe!!! Il problema è molto semplice: l'esproprio va bene, d'accordo? Però se viene fatto in un certo modo, perché altrimenti ne va dell'incolumità di tutti, va bene?"

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"lo sono un compagno dei Circoli qiovanili. Prima di tutto dovremmo affrontare questa discussione con più calma e meno tensione. Come diceva il compagno prima, non è vero che tutto il casino nasce da un rapporto colla musica e con il palco per cui noi vogliamo riappropriarci di tutto. Secondo me dobbiamo riflettere sulla tensione incredibile che c'è fin dal primo giorno a questo festival, una tensione grandissima che viene da parte di tutti noi giovani. Sono cresciuti a Milano in questi ultimi sei mesi un sacco di circoli giovanili, e anche li c'erano un sacco di problemi e di tensioni che poi sono state riportate qui dentro. Mi sembra che tutti qua hanno un atteggiamento di cercare qualcosa e di non riuscire a trovare uno sbocco. La tensione che esiste qua dentro è secondo me la miseria che ci viene da fuori del Festival, e non da dentro. Da chi è senza soldi, senza lavoro. Quello che è grave è che ci sia tanta tensione tra giovani contro giovani, e contro i compagni che organizzano ii Festival. Il fatto che non abbiamo i soldi neanche per mangiare, e tutti i problemi che ci sono, pone in discussione come dobbiamo organizzare la nostra rivolta, come trasformare questo Festival in una grossa azione di lotta in cui si affermi il nostro diritto alla vita, ai soldi, ad un lavoro non di merda eccetera. lo non sono convinto che andare a fare l'esproprio adesso sia giusto, però siamo qui per discuterne, e vedremo. Però ci sono dei problemi di intervento di polizia che coinvolgono tutti, e questo va valutato attentamente. La nostra proposta comunque è di fare un corteo, domani pomeriggio, che vada in città e che esca da questo ghetto. Un grosso corteo musicale, duro! che faccia vedere fuori da questo Festival chi siamo e che facciamo! "

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"lo non sono più giovane, almeno anagraficamente, ma in fatto di lotte è da anni che le faccio...
Gigi Noia
Scusate compagni, sta entrando la polizia. Allora, stiamo calmissimi, non diamo modo che vengano a romperci il cazzo.

(cori): Fuori la polizia! Fuori la polizia!!!

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"Se c'è la polizia picchiamo anche noi!! Perchè..."

Fuori!! Fuori!! Fuori!!
La polizia bloccata alle porte non arriva al palco. Arrivano nuvole di lacrimogeni. La gente rimane perplessa, poi poco a poco, non accadendo niente, torna sotto il palco.

Assemblea al palco due

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Qui non si capisce un cazzo: arriva la polizia, non arriva, non se ne sa niente. Allora io propongo che si vada tutti al palco centrale e si faccia un'assemblea, la prima di tre giorni e si chiamino questi cazzi di organizzatori a giustificare come un festival, che è nato come festival del Proletariato giovanile, è diventato di fatto un mercato delle vacche, e che chiami anche tutti quei compagni che ieri si sono assunti la responsabilità, secondo me in modo sbagliato..."

(dal pubblico): l'irresponsabilità!!!

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"...di andare a fare delle cose che, al di là del fatto che siano giuste o non giuste - perchè questo è il dato di fatto, perchè se voi andate un giro vedete ancora che la gente non sa che cazzo è successo - di andare su a spiegare cosa diavolo è successo.
Star qui a coinvolgere cinquecento persone quando in questo festival ce ne sono centomila, non ha alcun senso. Andiamo di là, ne coinvolgiamo molti di più, sentiamo le proposte che escono, e andiamo avanti."
(dal pubblico): Vogliamo la direzione, perché non c'è mai!!!
(Parte un breve corteo al grido "Il palco centrale deve esser popolare" e "Assemblea" verso il palco centrale. Lì riprende l'assemblea, con l'aggiunta dei compagni che venivano dal palco due).

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"Noi veniamo dal palco due, dove da mezz'ora stavamo discutendo molto positivamente su quello che è accaduto in questo festival, e su quello che può determinare la riuscita o il fallimento del festival. Abbiamo la possibilità cioè a partire dalla discussione su come sta andando avanti il festival, su come è condotto questo festival. Allora, abbiamo noi la possibilità di farlo andare avanti o di affossarlo. Qui si sono verificate un sacco di cose. La polizia, l'esproprio di ieri, quello tentato stamattina allo stand della IV° Internazionale, la mancanza di un collegamento anche fra tutti noi qui dentro, all'interno del Festival, il fatto che non si parli assieme, che non si riesca a stare insieme, il fatto che magari si stia vicini nelle tende, però non ci si parla, non si sa niente l'uno dell'altro. C'è un muro che ci separa,
un muro che magari viene costruito anche da quelli che il Festival l'hanno organizzato, anche da tutta una serie di cose che si stanno verificando, e da tutta una serie di strutture che all'interno di questo Festival esistono. Ora abbiamo allora questa possibilità, di decidere noi come andrà avanti il Festival. E credo che questa sia la cosa più positiva che si sia verificata in questo Festival: possiamo parlare, discutere decidere, noi tutti. E la segreteria organizzativa, che magari un po' di colpe ne avrà, indubbiamente, dovrà sottostare alle nostre decisioni, e soprattutto dovrà confrontarsi con le nostre decisioni, cioè con quello che noi diremo.
Nell'altro palco tutti si diceva che questo Festival è una cagata, non va bene, così non si può andare avanti. Tutti si diceva che questo Festival non è il Festival del proletariato giovanile: manca la comunicazione, la musica è di un certo tipo, la gestione della musica non era nostra, i prezzi erano di un certo tipo. Quindi tutti erano d'accordo sul fatto che il Festival non andasse bene, ma tutti erano anche d'accordo sul fatto di cambiare questa cosa, questo andazzo. Ora: il gestire noi direttamente il Festival passa anche attraverso la critica di quello che abbiamo fatto in questi due giorni. Passa attraverso la critica di quello che è successo, da parte dei compagni che hanno fatto gli espropri, da parte della segreteria organizzativa, da parte di tutti quei compagni che ad un dibattito serio sulla musica, sullo stare assieme e divertirsi, sull'organizzazione, sul lottare, su tutte queste cose ancora non hanno parlato.
Quindi, su tutte queste critiche il dibattito è completamente aperto. Non ci sono delle proposte precise, per ora, ed è anche assurdo farne. Credo che sia importante andare avanti, anche fermare la musica, credo che sia molto più importante parlare, discutere, andare avanti, sentirci fra di noi. Abbiamo ballato, abbiamo ascoltato la musica, ora prima di andare avanti, per andare avanti, molto meglio di come si è fatto, è meglio fermarsi, affrontare tutti quei problemi, guardarsi negli occhi una volta, una volta tanto e cominciare a parlare fra di noi. Tirare fuori i problemi, le contraddizioni, le cose che sentiamo, che viviamo. I compagni che debbono parlare salgano qui sul palco e uno per volta parleremo tutti."

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"Vorrei ripetere le cose che avevo detto al palco due, all'altra assemblea. Tanto per cominciare, da come ho vissuto io il Festival, soprattutto le cose accadute ieri, si vede come chi ha organizzato questo Festival non ha realmente tenuto conto di tutta una serie di esigenze che la gente qui in realtà provava. Che andava dal fatto di stare assieme, al fatto di mangiare, alla posizione degli omosessuali e delle donne. Qui si sta male, perché come minimo bisogna spendere duemila lire al giorno per mangiare, si sta male perché non si riesce a comunicare fra di noi. E poi si sta male perché non ci è stata fatta alcuna proposta di organizzarci noi, di organizzare noi la nostra vita all'interno del Festival, e magari anche al di fuori del Festival, come proposta ulteriore del proletariato giovanile, milanese e nazionale. Volevo fare delle proposte: confrontandoci con la segreteria, con le reali possibilità organizzative che esistono qua, dare la possibilità alla gente di organizzarsi per avere la maniera di mangiare, soprattutto per chi è rimasto senza soldi, senza dover spendere cifre impossibili. L'organizzazione del proletariato giovanile… l'organizzazione autonoma del proletariato giovanile è una proposta che non è valida soltanto all'interno del Festival, non sono quattro giorni di baldoria, come hanno sostenuto i giornali borghesi ma è una proposta che deve valere per i giorni a venire, per gli anni a venire. Comunque, le proposte qui, per il momento. Siccome qui nel Festival ci sono tutta una serie di esigenze organizzative, dal fatto di pulire il prato, di pulire tutto il Parco Lambro, perché qui è un immondezzaio. Allora, la gente che ha bisogno di farsi i soldi per mangiare, lavorerà, potrebbe lavorare per l'organizzazione del Festival, e per questo minimo lavoro venire pagata in buoni per mangiare. E' una proposta..."

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"Compagni, qui il "Corriere della Sera" ci ha accusato, siccome dice che facciamo bolge fra di noi, che non sappiamo proporre una società diversa, che non sappiamo cosa vogliamo. Bene, noi dobbiamo dimostrare da adesso, da oggi, che questo Parco Lambro ce lo gestiamo, e a me questa proposta che è stata fatta, del cazzo, non mi va bene. Perché? Perché se qui uno vuol mangiare, se uno non vuole mettersi a lavorare, non mangia. Quello che lavora di più mangia tanta bistecca, quello che lavora di meno, mangia meno. Che cazzo di discorso è? Il problema, secondo me, è quello di analizzare quello che è accaduto in questi due giorni. Fare l'analisi dell'esproprio del carrozzone della Motta, che è invece risultato essere quello di Re Nudo, mi dicono, se non è vero vogliamo una smentita ufficiale, che il giorno prima vendeva il pollo a 1000 lire, con quattro patatine ed un panino, che è già carissimo. Il giorno dopo, visto che ci poteva sfruttare, ce lo vendeva a mille e cinquecento lire, cazzo!!! E queste cose vanno dette, da qui dobbiamo partire!!! E non dire che la Motta fa cazzate, ma sono dei compagni, e fare l'autocritica tutti assieme, avere il coraggio di dirci questa roba. lo credo che dobbiamo gestire tutti assieme questo Festival. Non dobbiamo dire: questo lavora, lo paghiamo, questo non lavora, non lo paghiamo. La pulizia deve essere di tutti. Solo perché non ho i soldi, devo essere incaricato di raccogliere le lattine che tu puoi buttare via perché hai i soldi? Ma questa è una cazzata! Per cui la proposta che faccio io è questa: impegnarci da subito a incaricarci a tenere sempre pulito ecc. E rispetto a quello che dicono le organizzazioni, che devono guadagnare rispetto a quello che vendono, ciò che è stato detto ieri sera al banco dell'Autonomia Operaia e agli altri banchetti è questo: è stato deciso di organizzare il festival, e di gestirlo assieme. Benissimo. Allora il problema è questo: noi non dobbiamo essere costretti, perché vogliamo mangiare, a finanziare le organizzazioni. Le sovvenzioni le facciamo quando le vogliamo fare, dove le vogliamo fare e come le vogliamo fare, con i soldi che abbiamo, perché se non abbiamo i soldi per fare la sovvenzione a questo punto vuoi dire che non possiamo più comprare il panino, o la birra. E poi bisogna che sia chiaro che le decisioni dell'assemblea sono vincolanti. E non come ieri, che avevamo deciso che la birra costasse trecento lire, e poi alla sera la vendevano ancora a trecentocinquanta lire! Allora, facciamo le assemblee per cosa??? La proposta che faccio io è che la roba da mangiare, la roba da bere sia a prezzo di costo, intendendo per costo anche la gestione del Parco Lambro, cioè il Lambro deve uscire di netto. Non dobbiamo ricattare come fa il padrone: io c'ho la fabbrica, per cui ti sfrutto come voglio io. Qui siamo fra compagni, e dobbiamo mostrare un modo diverso di stare fra noi. Rispetto poi al discorso degli espropri di ieri, io personalmente non ero d'accordo. Comunque questa è acqua passata..."

(dal pubblico): palle! Dobbiamo discutere anche di quello!!!

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"Un attimo, un attimo. Quello che volevo dire è che dobbiamo discutere e tirare fuori delle proposte concrete per andare avanti. Dobbiamo discutere degli espropri che si sono fatti fuori. Per me questo era sbagliato, per un semplice motivo: qui siamo in centomila, però oggi eravamo là solo in cinquemila, se c'eravamo..."

(dal pubblico): non è vero! Eravamo in meno!

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"Benissimo, mi date ragione! Mi dicono che erano quaranta persone, per cui andare a fare un esproprio quando viene coinvolto tutto il Parco Lambro, senza che si sia mai discusso di questo, per me è un suicidio, non è un lavoro politico, perché delle cose dobbiamo discuterne assieme, e non in quaranta, quando qui nessuno ne sapeva un cazzo. Questo non è un gestire le cose, non è essere comunisti. Se vogliamo stare assieme, le cose le discutiamo, e se poi decidiamo di fare un esproprio, lo dobbiamo decidere tutti, non in quaranta e farlo in quaranta. Perché se la polizia entrava, distruggeva la festa a tutti!!! Capito??!!"

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"Qui secondo me si è verificato che da una parte c'è il movimento, un movimento di un certo tipo, che è venuto fuori da tutto un tipo di lotte, e dall'altra parte ci sono delle organizzazioni che hanno organizzato questo festival e che solo in parte hanno capito le esigenze che venivano fuori da questo movimento. In generale, non ci hanno capito un cazzo. C'è un soggetto politico di tipo nuovo! che è venuto fuori dalle lotte di quest'anno, che si è espresso attraverso la occupazione di case per i giovani, attraverso la richiesta di salario sociale senza lavorare, perché il lavoro è sfruttamento e la nostra lotta è per l'abbattimento del lavoro salariato e dello sfruttamento.
Per questo noi vogliamo socializzare la ricchezza senza doverci prostituire per produrla e solo a vantaggio dei padroni. Non è un movimento degli scoppiati, non è un movimento degli emarginati, è il movimento che unifica chi non lavora, e chi è costretto alla mattina a timbrare il cartellino e a farsi un culo così. Perchè tutti sarebbero contentissimi di andare a lavorare e di avere i soldi lo stesso. Per cui dico che questo tipo di esigenze e questo tipo di soggetto politico che si esprime con comportamenti nuovi, non è stato capito da alcune organizzazioni che ci sono qui, e in generale non è stato capito da nessuno, nè qui né fuori. Quello che è successo qui è una esemplificazione dei contrasti che c'erano prima del Festival, che ci saranno anche dopo il Festival. I casini che sono successi durante il festival sono stati prodotti da questa contraddizione tra l'essere nel movimento e la organizzazione del Festival Per cui non c'è niente da scazzarci, ma c'è solo da rifletterci sopra. È chiaro che l'esproprio fatto qui dentro, se è giusto da un punto di vista politico, dall'altra parte provoca la polizia che viene a sgombrare il Parco. Per cui il problema è di continuare questo tipo di pratica politica, di organizzarci partendo dai propri bisogni all'interno delle situazioni in cui siamo, e quindi, dopo il Festival, riprendere questa problematica e questa pratica concretamente nei quartieri e nelle fabbriche dove siamo. lo dico che se la disinformazione è voluta dalla borghesia e dal capitale, io non riesco a capire, ad esempio, perché la disinformazione sia stata qui uno dei momenti più importanti ed è stata, in pratica, una delle maggiori componenti che ha determinato questo stato di cose. Io dico che la responsabilità dell'organizzazione è molto grande, anche per quello che e venuto fuori qui oggi. Cioè o l'organizzazione pensa che qua non ci stano dei compagni, e allora, se non ci sono dei compagni, mette dei servizi d'ordine efficienti e organizzati bene. Oppure pensa che qui ci sono dei compagni e li deve responsabilizzare, in prima persona, ad assumersi responsabilmente la gestione e la difesa di questo festival contro qualsiasi tipo di provocazione - ammesso che gli espropri siano una provocazione -. A questo proposito penso che gli espropri siano una pratica politica, giusta, che però va coltivata, perché i quaranta che sono andati dovevano venire qui a discuterne con gli altri, e se noi non eravamo d'accordo, l'esproprio non si faceva. Poi, questo Festival non l'ha sentito nessuno come suo, è stata una merda, una merda, parliamoci chiaro. L'unico momento qualificante di questo Festival è questa assemblea. Dimostra che c'è gente che ha fatto chilometri per venir qui a parlare, e non per ascoltare della musica, musica messa dall'alto. Ma sono venuti qui per parlare, per discutere, per sentire in prima persona questo momento importantissimo....

(dal pubblico): Vogliamo la musicaa!!

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"Ecco, davanti ai fatti che sono successi oggi, uno che dice vogliamo la musica dimostra una totale incoscienza politica, scusa, compagno!!! Questo microfono è la prima volta che lo abbiamo, no? è la prima volta, e questo deve far riflettere i compagni! sia dei gruppi che delle organizzazioni, perché un Festival popolare, dove il microfono, che è un centro di potere, viene tenuto qui e difeso, allora non è più un Festival del proletariato giovanile. E allora io propongo che il palco sia veramente di tutti! da questo momento alla fine del Festival!"

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"lo sono qua da quattro giorni e ancora non mi sono divertito. Prima ho visto lo spettacolo del Festival, e non è stato molto bello. Poi quello della contestazione, che era un po' peggio. La gente continua a lamentarsi che non si parla fra noi, che non ci si diverte, non ci si conosce, e invece di cercare dì fare tutto questo, siamo qua, tutti seduti, e chi parla da un microfono, chi sta a sentire, e tutti più o meno gridano gli slogan per la loro linea politica. E' il quarto giorno, fra poco ce ne andiamo. Vogliamo divertirci, puttana eva??!!!

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"lo vorrei dire ancora una cosa sull'esproprio. Qui c'era un compagno che diceva che bisogna espropriare i supermercati ecc. Ok, dico io, ok: vado ed esproprio. Però io vorrei chiedere una cosa: io risolvo il mio problema quotidiano, ma lascio completamente intatto tutto il problema dei prezzi, di chi i prezzi li fa, è vero o no??!! E allora, a che cazzo serve?? Serve solo a me, se vado a fregare la carne. Ma chi non può andare a fregare, che cazzo fa? Continua a pagare Seimila al Kilo e chi s'è visto s'è visto!!!"

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"Qui sì fanno grandi cazzate, perché nessuno tiene presente in che situazione politica ci troviamo. Ci sono state le elezioni politiche, che sono di importanza decisiva. La borghesia ancora non ha ricucito il suo tessuto, non si può fare il governo, e noi parliamo di queste minchiate qua!! Perché il Festival, oggi come oggi, sono quattro giorni, ma la lotta di classe continua. Però, queste cose, per i compagni operai, per quelli che sono all'interno delle fabbriche, queste cose hanno delle grosse ripercussioni, perché noi domani rientriamo in fabbrica, compagni, e in fabbrica dobbiamo giustificare quello che è avvenuto qui, perché questo si chiama Festival del Proletariato giovanile, proletariato giovanile ce n'è una esigua minoranza. Domani quando entro in fabbrica, devo giustificare il cosiddetto esproprio che han fatto ai compagni. Bene, secondo me dobbiamo valutare la situazione politica che c'è in Italia... la crisi avanza, e noi non coalizziamo attorno a noi una forza credibile davanti alle larghe masse. L'esproprio è una pratica politica del movimento operaio, e il movimento operaio sceglie i suoi momenti opportuni storici, e non mancheremo di espropriare il Capitale senza indennizzare i padroni!! Come abbiamo fatto all'Innocenti: controllo sui padroni. Quelli sono gli espropri veri, e non quelli che si fanno attraverso l'acido, e compagnia bella. Perché se non ci confrontiamo su queste cose, come cazzo andiamo in fabbrica a sostenere quello che è successo qua dentro!!!"

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"Compagni, siamo tutti nati dallo stesso seno, quello della contestazione antiburocratica del '68. Oggi, a molta distanza da quei momenti, ci troviamo in una situazione nuova, non possiamo dimenticare che c'è stato un momento di ricomposizione nazionale che ha fatto sì che su tutte queste cose venissero a galla i nostri limiti, compagni!!! Non sono i limiti di Lotta Continua, dell'Autonomia o degli anarchici, ma di tutti noi!! E' questo che dobbiamo capire, senza trovare il mulino a vento contro cui combattere, che può essere Lotta Continua l'Autonomia o altri, a seconda di chi parla. Il problema vero, compagni, è che i limiti qui verificati, sono dì tutti noi. Se continuiamo a giustificarci, gruppo contro gruppo, non capiamo che il problema non è aprire una spaccatura fra l'Autonomia e Lotta Continua. Questa discriminazione è già stata posta, e non da noi, ma dal Corriere della Sera, che ci ride su queste cose. Poi, non credo che questo Festival sia andato a culo. Lo è andato sulle colonne di giornali borghesi. Ma all'interno delle contraddizioni esistenti in questo Parco possono essere emerse le coscienze di quello che stava succedendo. E l'organizzazione è stata messa in discussione da questo nuovo momento imprevisto che è stato il frutto di un nuovo soggetto politico, che non è ideologico, che vive le contraddizioni sulla propria pelle. Questa festa ripropone a tutte le organizzazioni lo slogan: Riprendiamoci la Città, che troppi avevano dimenticato!!! Il nuovo soggetto politico che ha costruito l'assemblea di ieri e d'oggi ha dimostrato che le contraddizioni che sono emerse qui sono le contraddizioni che ci sono all'interno del movimento. Niente dì più, ma anche niente di meno."

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"All'interno di questo Parco molti sono i compagni che sono venuti qui credendo che qui ci fosse il socialismo, che qui si potesse vivere in un'isoletta staccata dalla società borghese, che qui chissà quante chiavate, scopate, fumate e tante altre belle cose. Ecco, io credo che la prima cosa da smontare sia questo!!! Un'altra cosa: io in questo festival mi sono impegnato di dare una mano ad altri compagni, nella preparazione e durante tutti questi giorni. Inutile dire che tutti ci siamo fatti un culo così, dal servizio d'ordine a tutti gli altri che vengono definiti poliziotti. Bene, io credo che sia indispensabile il servizio d'ordine in una festa così, e guai se non ci fosse! E vadano a dar via il culo tutti quanti quelli che gridano "polizia, polizia'', perché come minimo son dei provocatori, porco dio!!! (dal pubblico applausi). Tutti qua dentro si son dati da fare, e non accetto minimamente il discorso di quelli che vengono qua a dire la festa è nostra, dobbiamo gestircela noi, dobbiamo prendere noi direttamente le iniziative, perché sono tutte balle, che il '68 ha spazzato via, che ancora una volta, dopo anni viene riproposto lo spontaneismo, quello stesso spontaneismo che dopo otto anni ci vede ancora nella merda, come siamo nella merda nelle fabbriche, nei quartieri, in tutte le situazioni in cui non si è riusciti a fare un passo avanti nel senso di organizzare un'alternativa al PCI, rivoluzionaria. Questo festival è stato un momento importante, ha messo a fuoco tutti i momenti contraddittori che abbiamo dentro, e non riflette altro che la situazione che c'è nelle fabbriche. lo sono un compagno operaio, e all'interno della fabbrica c'è una situazione di merda che voi neppure ve la immaginate. Qui vengono fatti discorsi di contropotere, di lotta armata, del porco dio e della madonna quando invece la ristrutturazione va avanti, quando invece i posti di lavoro diminuiscono, quando i disoccupati aumentano tutti i giorni, quando gli aumenti dei prezzi galoppano, e qui si viene a proporre il contropotere!!! (applausi). Il discorso dell'esproprio, non è sbagliato in sè, è sbagliato il momento in cui si fa. Non bastano cinquanta persone per fare l'esproprio. Perché questi compagni non riescono ad organizzare migliaia di operai per fare l'esproprio?!!! Sono loro quelli che contano, che decideranno, che faranno la rivoluzione, è loro che bisogna portare a fare l'esproprio!!! E poi, sui prezzi. Anche io sono d'accordo che sono troppo alti però io lo dico chiaramente: a noi i soldi non ce li dà nessuno, né CIA né governi. E allora, se anche ci facciamo pochi soldi come organizzazione, questo non è sfruttamento, ma per noi il lavoro che abbiamo fatto è stato enorme. lo ho lavorato più qua che in fabbrica. Mentre in fabbrica io riesco a leggere il giornale, qui non sono riuscito neppure a parlare con i compagni. E poi c'è un'altra cosa. Non è un caso che il Corriere della Sera e tutti della stampa borghese dicono che questo festival è una merda. Perché? Perché finché facevamo musica belli tranquilli, andava tutto bene, quando invece iniziamo a parlare, ad aprire gli occhi sulle contraddizioni reali, allora si mettono paura, non siamo più i bravi ragazzi sballati!! E se qui non siamo riusciti a parlare della droga abbastanza a fondo, di cosa sono realmente i circoli del proletariato giovanile, di come viviamo tutti noi, se non siamo riusciti a far questo, la colpa è nostra, e allora è su questo che dobbiamo riflettere. "
Carlo Silvestro. "lo volevo sgombrare questo fantasma del Corriere della Sera e degli altri giornali, dicendo che non ce ne importa assolutamente niente, perché di quello che facciamo qui noi rispondiamo al movimento e non alla stampa borghese. Poi vorrei dire alcune cose molto sgradevoli, almeno lo spero. Partiamo dall'organizzazione. Se molta gente ha assunto l'organizzazione come controparte, è evidente che esiste una parte. La parte sono io, sei tu, tu, tu, tutti quanti noi. lo mi domando cosa ha fatto la parte, cioè il soggetto di questa festa, perché la festa riuscisse in modo diverso. Cioè si sapeva benissimo da giugno dell'anno scorso che quest'anno ci sarebbe stato un altro Festival. Allora, che cosa abbiamo fatto per gestire in prima persona questa festa e non lasciare che una organizzazione la gestisse anche per noi?
Seconda domanda: la questione dell'esproprio. lo ero allucinato durante questa faccenda, perché tutti siamo d'accordo su una cosa: che l'esproprio deve essere vincente. E perchè sia vincente deve essere riconosciuto come momento di massa. Ora non era vincente, perché c'erano cinquanta persone, o anche cento, che pretendevano di coprirsi con gente che era qui, tutti noi, che non eravamo stati neppure informati. Ora, siccome sappiamo che l'esproprio va portato avanti da tutti, non va portato avanti con quest'avventurismo sulla pelle della gente che se non è informata, non può essere coinvolta gratuitamente. La terza cosa, è a proposito del palco. lo dico da anni che il palco è un momento di colonialismo e di paternalismo. Ma chi rende possibile, chi rende reale l'esistenza di un palco, è la gente che si siede intorno ad un palco quando questo palco esiste o qualcuno lo mette su, o quando qualcuno manda della musica da questo palco. Allora il palco si può distruggere solo se si può creare un'alternativa a questo palco. E' inutile distruggere questo palco quando poi si è pronti a subirlo."

Jacopo Fo
"Sono d'accordo col Carlo e vorrei aggiungere alcune cose. Fino ad ora si è detto che gli altri festival andavano bene, mentre quello di quest'anno non va bene a nessuno. Allora, a mio parere, c'è una parte di vero, cioè che quest'anno c'è stato un grosso cambiamento, cioè il fatto che moltissimi compagni hanno capito con l'occupazione delle case, che ha coinvolto migliaia di persone, con altre lotte, col femminismo eccetera che è necessario e fondamentale far politica in prima persona, cioè a partire dalla propria situazione di scuola, di casa, di strada, di fabbrica, di donne, far politica, e non delegare tutto questo alle organizzazioni. E questo ci ha riproposto una situazione organizzativa, la presenza dei gruppi complessivi, e dall'altra parte i compagni che hanno iniziato a far politica in prima persona che si sentono esterni. Però l'errore a mio parere è da parte di quei compagni che iniziando a far politica in prima persona non hanno avuto la capacità e la forza di sviluppare la loro presa di coscienza in capacità organizzativa. Qui c'è la povertà di quello che abbiamo prodotto in quest'ultimo periodo, perché dove sono i gruppi teatrali che sono nati in quest' anno, i gruppi di animazione e tutto quello che di nuovo c'è stato, se c'è stato? Dov'è tutta la ricchezza che abbiamo prodotto? Non dobbiamo trovare delle streghe, siano LC, gli autonomi o Valcarenghi. Siamo noi, e la nostra incapacità a produrre e a portar qui cose belle, ad essere stati incapaci di gestire questo festival."

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"Credo sia chiaro a tutti che questo Festival è diverso dagli altri, però il problema è di capire perché. Secondo me questo di quest'anno è meglio, perché ha dimostrato l'esigenza, da parte di tutti i compagni, di rendersi conto che il festival è solamente un momento parziale, e che invece la nostra vita è un momento complessivo. Cioè a nessuno andava più bene di venir qui, piantare la tenda, farsi il proprio spinello, farsi quaranta chiavate e tornare a casa più contento di prima per essere sfruttato. Da questo festival ghetto i compagni vogliono uscire, cioè i compagni vogliono tornare nella propria vita quotidiana in modo diverso. Il casino che ci troviamo dentro, nella nostra vita di tutti i giorni. E' finito il festival, la nostra festa è il bisogno di comunismo!!! Venire qui e sentire i complessi, qui ci si voleva conoscere!!! Si è detto: l'anno prossimo questo festival non s'ha da fare. Secondo me questo è sbagliatissimo. E lo si è visto ieri, quando è arrivata la polizia, e i compagni sono corsi, volevano tutti difendere il loro spazio, il Festival. Per la prima volta è finito l'organizzatore, che da Milano dice a me a Napoli: io quest' anno faccio il festival, oppure lo faccio da un'altra parte. Vieni pure. Il problema è che vogliamo sviluppare delle strutture di base. Abbiamo bisogno di comunismo, e ne abbiamo bisogno subito!!! L'unica festa che riuscirà sarà solo il comunismo, e riuscirà solo se noi saremo capaci di crescere."

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