fumetti_corso di sceneggiatura on line/6
     
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ESERCIZI GENNAIO 2006

FRANCESCO SPAGNUOLO DAL SOGGETTO “DEBITO D’ONORE”
(pubblicato sul sito)

Nota: La scena inizialmente prevedeva qualche battuta, all’interno dello stanzino, che ho eliminato.

Che cosa sappiamo?
Dopo essere stato salvato da un agguato mafioso in cui il padre muore , Giuliano ferito ad un braccio, viene soccorso e aiutato da un individuo uscito da un vicolo.
Ora Giuliano, circa trentenne, è tornato in Sicilia pronto per compiere la sua “vendetta”. Trova un locale in cui il gestore è Vito Salieri figlio del mafioso che uccise suo padre.
Giuliano si è riuscito a guadagnare la fiducia del gestore, nonostante quest’ultimo, sia un personaggio antipatico e poco ragionevole.
Giuliano grazie a una colluttazione( in realtà simulata), all’interno del locale, convince Vito ad assumerlo.
A quanto pare quel luogo è frequentato da gente che non sempre cammina disarmata, così lo invita ad andarsene in uno stanzino per offrirgli qualcosa che gli potrebbe “tornare utile in futuro”.
Giuliano entra nello stanzino.

Scena - INTERNO- SGABUZZINO- TRAMONTO

Giuliano si infila una maglia sopra la t-shirt della sicurezza, entra Vito: appoggia uno zainetto su un tavolo con delle sedie disposte poco lontane; estrae una pistola e gliela lascia sul tavolo. I due incrociano i loro sguardi. Vito gli sorride, gli da una pacca sulla spalla e va via senza voltarsi. Giuliano impugna la pistola, lancia uno sguardo d’odio in direzione di Vito, il suo sguardo torna sulla pistola che accarezza con il pollice: toglie la sicura. Stringe la pistola in maniera più decisa.
Da una vetrata all’interno dello sgabuzzino scorge Vito che scherza e ride con altri uomini nel locale. Il respiro si fa più intenso, guarda il soffitto con le mascelle serrate, le narici si allargano e si restringono velocemente, sotto l’irruenza del respiro, il volto diventa rosso di rabbia mentre la luce del tramonto gli illumina i lineamenti dandogli le sembianze di un folle.
Fugacemente, Elena, passa dinanzi la vetrata dello stanzino, ridestando la rabbia di Giuliano che si adagia, tremante, su di una sedia.
Giuliano sbuffa, corica la fronte nel palmo della mano poggiandosi con i gomiti sulle ginocchia; intanto con il pollice inserisce, nuovamente, la sicura alla calibro-9.

Lettura: in questa scena, ciò che dovrebbe mettersi in luce, è la voglia di Giuliano di farla finita subito, vendicarsi uccidendo il figlio del grande boss. Basterebbe premere il grilletto un paio di volte e fuggire via, questo se non fosse un poliziotto sottocopertura(ma lo scopriamo alla fine), che ha ordini ben precisi, nonostante sia coinvolto emotivamente.

UNO SGUARDO SU ALTRI FILM:

In questo esempio inserisco una scena di BRAVEHEART( in cui Mel Gibson sceglie una soluzione visiva muta al posto di un dialogo ricco d’informazioni, anche se c’è una voce fuori campo…) e poi una puntata di SMALLVILLE, che ho visto qualche giorno fa che riguarda la prima serie e la rivelazione del giovane Clark Kent che scopre di essere un extraterrestre.
Infine, ho aggiunto una sequenza del film IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI


UNA SCENA DI BRAVEHEART : nel film Braveheart c’è una scena in cui il figlio del Re Edoardo I, si sposa con la figlia del re di Francia: Isabella. In questa sequenza matrimoniale, Edoardo II e la principessa francese, sono sul punto del fatidico momento in cui “Si può baciare la sposa”. Il prete, alza il velo alla principessa, Edoardo II si volta come oppresso da ciò che lo attende: il bacio. Edoardo II, rivolge lo sguardo in direzione del padre che lo sta guardando duramente. Alcuni attimi dopo lancia lo sguardo dietro la figura paterna: verso il suo amante(un ragazzo seduto al secondo banco della chiesa, che gli sorride), intanto Isabella(principessa francese) guarda la scena, incuriosita.
Edoardo si avvicina alla principessa e la bacia sulla guancia. Isabella resta incredula.
In questa sequenza c’è una voce fuori campo che spiega la vicenda di Edoardo I e di suo figlio, ma anche senza questo piccolo discorso fuori campo(che però è ben dosato), si capisce, che il figlio è gay e che Edoardo I dovrà provvedere a questo inconveniente che ricadrà sul suo futuro e sulla sua dinastia. Sarà lo stesso Mel Gibson nei contenuti speciali ha dichiarare che “nella sceneggiatura, c’erano diversi dialoghi (molto buoni) riscritti in favore del “gioco di sguardi”( da Gibson preferito) tra i quattro protagonisti della scena( Edoardo I, Edoardo II, l’amante omosessuale e la Principessa di Francia).

UNA SCENA DI “SMALLVILLE” SERIE TV: nella serie tv, ci sono due scene , secondo me, particolarmente significative, una ben fatta, l’altra meno.


Scena 1: Clark Kent sa di non essere un ragazzo normale, Lex Luthor lo ha investito a 120 kmh senza fargli nemmeno un graffio(per giunta, Clark, riesce a tirarlo fuori dalla macchina, inabissatasi in un fiume, subito dopo l’incidente), riesce persino a strappare, con la sua forza, gli sportelli dalle auto, come fossero confezioni di patatine.
Poco dopo, Lex Luthor regala una macchina al giovane Clark come dono per avergli salvato la vita, ma Jonathan Kent, non ne vuole sapere di avere regali da una famiglia così disonesta . Jonathan sa che il figlio la vorrebbe e secondo lui è normale che non approvi il rifiuto del padre, Clark esplode e gli fa capire che di normale non ha nulla, per dimostrarglielo infila il braccio in un tritatutto e quando tira fuori l’ arto superiore, è illeso. Da questo momento, SEGUE la scena muta che dice tutto. Clark se ne va nella sua “fortezza della solitudine”: un pianerottolo della fattoria.
Il padre, invece, è raggiunto da Marta, sua moglie. Il suo sguardo rassegnato si posa su quello di suo marito, sospira e fa spallucce, poi gli indica, con lo sguardo, di seguire Clark sul ripiano. Jonathan, guarda in basso poi annuisce con la testa e si appresta a raggiungere il figlio.
In questa scena muta, il dialogo avrebbe dovuto essere(MARTA: è il momento che Clark sappia la verità, cioè che viene da un altro pianeta…JONATHAN: io non vorrei dirglielo, ma non possiamo mentire in eterno.); Con pochi gesti e senza dire nulla, lo si intuisce.
Nella sequenza successiva Jonathan parla a Clark, dicendogli la verità sul suo passato. Questa è un ottima sequenza, dal mio punto di vista.

Scena 2 Clark, viene a conoscenza di strani mutamenti nelle persone derivanti dalla pioggia di meteoriti…. Cloe e Pit, discutono su una cosa che Clark deve vedere.
Entrano subito dopo in uno stanzino.
Ciò che gli si presenta dinanzi ai suoi occhi è il muro delle stramberie dove ci sono articoli che ritraggono le anomalie dovute alla pioggia di meteoriti. Clark sa che Lana, è diventata orfana per via di un meteorite che ha colpito in pieno i suoi genitori, mentre scendevano dalla loro auto per delle commissioni. Clark si avvicina al muro delle stramberie e vede ritratto su un articolo la piccola Lana che piange. L’articolo parla del meteorite che ha provocato la morte di questi due coniugi. Clark si trova nello stanzino con Cloe e Pit, e dice ad alta voce “Allora è colpa mia, tutta colpa mia.” Secondo me, questa frase è fuori luogo, si poteva anche omettere, e magari fargliela dire dopo o spiegarla tramite una espressione della faccia, così come è accaduto nella scena che ho descritto prima. E’ poco credibile che affermi “è colpa mia” davanti a due persone che subito dopo la frase, giustamente, si guardano perplessi. In poche parole, il disagio poteva essere descritto tramite l’attore senza proferir parola, ma è un mio punto di vista.

Il GIARDINO DEI FINZI CONTINI: in questo vecchio film di De Sica, c’è una sequenza in cui il figlio dei Finzi Contini, è sdraiato nel letto, avvolto dalle coperte lasciando intravedere un viso pallido. Oltre al giovane ragazzo, nella camera ci sono il padre, il dottore e il maggiordomo. Il dottore, lo analizza per capire che cosa sia stato a provocare la malattia. Il padre guarda il medico che sta ispezionando il figlio. Il dottore fa un gesto al signor Finzi Contini, escono tutti dalla stanza.
Nel salone ci sono la mamma del ragazzo, la sorella e la nonna, sedute sul divano. La nonna alza lo sguardo in direzione del dottore, che allarga le braccia e scuote la testa, la nonna, sostenuta da figlia e nipote, scoppia a piangere: il ragazzo sta per morire.
In questa scena non c’è nessun dialogo, e la forza sta proprio in questo fatto.


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