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UNA FORTUNA D'ANNATA

"Il biglietto vincente l'ho comprato io. Era mio, mio! Ma qualcuno me l'ha rubato. Non lo so chi è stato, ma finirò per scoprirlo. Si tradirà, prima o poi, e io allora gli sparo in bocca." L'ignoto autore di questa minaccia pretende che venga pubblicata su un quotidiano nazionale. Non avrebbe alcuna possibilità di essere preso sul serio, se non fosse che il biglietto vincente di cui parla è il primo premio della Lotteria di Capodanno. Davide Cremaschi, un giovane cronista determinato a farsi un nome, va a caccia del vincitore-presunto ladro e del misterioso individuo in cerca di vendetta. Non dovrebbe essere difficile individuarli, perché il premio è piovuto su un piccolo paese della montagna lombarda, vicino a Chiavenna, dove tutti si conoscono e mantenere un segreto è praticamente impossibile.
L'impresa invece si rivela proibitiva e Davide si ritrova in un mare di guai, tra brutali aggressioni, strani incidenti che sembrano omicidi e omicidi mascherati da incidenti. Lo aiutano - e spesso lo ostacolano - nell'indagine: Alfredo, il fratello maggiore, uno sfaccendato che passa le giornate a fumare spinelli steso davanti alla televisione; Lorna, titolare di una piccola libreria new age di Sondrio, per la quale Davide prova una forte attrazione frenata da un certo imbarazzo: Lorna è l'ex ragazza di suo fratello; e Leonina, la simpatica e disincantata barista che ha venduto il biglietto vincente. Questi quattro giovani, tutti intorno ai trent'anni, vivono la loro indagine come una caccia al tesoro ma, sotto l'apparente divertimento, covano e vengono a galla dubbi, memorie rimosse, insoddisfazioni e inquietudini profonde. La Fortuna, che sembra reggere i fili di tutta la storia, rivela un suo lato torbido, capace di travolgere nel bene e nel male le vite dei singoli, lasciandoli in balia di una casualità imprevedibile.
Una black comedy dal ritmo tambureggiante, che da un'impeccabile partitura "gialla" fa emergere un interrogativo del tutto attuale: perché la Fortuna, per gli antichi divinità minore, è diventata così importante per noi?