IL PEGGIO DEVE VENIRE
Il protagonista senza nome di Il peggio deve venire
si racconta in prima persona. Impariamo a conoscerlo gradualmente, per frammenti
apparentemente slegati e contrastanti. E' un giovane ebreo sfuggito ancora
bambino ai pogrom di un regime dell'est europeo sorto sulle ceneri del comunismo
di stato. E' un terrorista braccato, in fuga nel desolato paesaggio carsico
di una Transilvania di fine millennio su una Toyota nera. E' un pilota selvaggio,
cresciuto alla scuola delle corse clandestine sulle tangenziali e nei campi
di un'immensa periferia urbana. Ma è anche un ragazzo sensibile e
solo, abituato a fantasticare, che per qualche tempo ha sognato di potersi
dedicare ai libri e alla scrittura, ma che vi è stato impedito dalle
circostanze della vita. Ossessionato fin dall'infanzia da cupe leggende
cabalistiche di demoni e di golem, ha cercato di calmare le sue ansie dando
ordine ai pensieri, trasferendo le proprie esperienze, i minimi gesti quotidiani,
in parole che ripete a se stesso in un incessante monologo interiore. Ma
ora disillusioni e paure, voci e fantasmi, tornano a minacciare la sua stabilità.
Gli eventi hanno travolto le sue fragili difese: il suo piccolo gruppo di
resistenza, i suoi amici, sono stati sterminati, l'ultima loro azione si
è risolta in un massacro. Il ragazzo è costretto a fuggire
dalla città da cui non è mai uscito, non sa come raggiungere
la frontiera, non ha altra speranza che quella di riuscire a sopravvivere
minuto per minuto. Con il procedere della fuga il confine tra la realtà
e il delirio si fa per lui sempre più labile: minacce esterne e segrete
ossessioni, incontri sorprendenti e premonizioni, sembrano sovrapporsi in
coincidenze misteriose, inesplicabili. E quando il ragazzo crede d'aver
finalmente trovato la strada che lo condurrà in salvo attraverso
una sperduta landa di confine, è proprio allora che l'incubo si materializza
in forma davvero definitiva: quella strada, nata per scopi militari e sorvegliata
da un enigmatico custode, popolata da animali feroci e mostruosi, frutto
di mutazioni genetiche, infestata da folli cacciatori di profughi, è
una trappola disseminata di ogni sorta di insidie tecnologiche, un meccanismo
cieco sfuggito ai suoi controllori o forse, come asserisce il custode, essa
stessa "un organismo vivente" e distruttivo. Quella strada, la
strada della salvezza, è un Inferno sulla terra, dove il Peggio non
ha mai fine.
Il peggio deve venire è un allucinante romanzo d'azione, un gotico
"on the road" nel quale Gianfranco Manfredi porta alle estreme
conseguenze quei temi fantastici e "neri", così insoliti
nel panorama della narrativa italiana, che l'hanno segnalato come uno degli
autori più interessanti e originali della nuova generazione.
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