ULTIMI VAMPIRI
Chi sono i
vampiri? Per secoli, cronache e leggende hanno narrato di esseri diversi
dagli uomini, creature non progenie d'Adamo, un'altra razza che avrebbe
percorso la Storia al nostro fianco: vampiri dell'acqua e dell'aria,
vampiri mutanti, masticatori di sudari e scomunicati redivivi, soldati uccisi
ricondotti in eterno al campo della loro sconfitta, apparizioni suggestive
di Incubi e Succubi notturni. Poi il Romanticismo ha ridotto ad uno i diversi,
rivestendoli tutti della forma romanzesca del villain, e Dracula ha compiuto
l'opera, sintesi estrema di tutte queste figure, iperbole spettacolare.
Che ne è stato dell'incredibile varietà delle specie vampiriche?
Gli ultimi sette sopravvissuti tornano qui a narrarci i loro riti, le loro
lotte e i loro amori. Non sono odiosi castellani, né caricature "moderne",
ma compagni di strada di eretici e zingari, adolescenti abbandonati, uomini
e donne discriminati, senza famiglia e senza patria. E ancora: tiranni decaduti,
cospiratori, presenze estranee, irriducibili e irrecuperabili. E una fantastica
epopea che ci trasporta dalla Moravia della Riforma Protestante alla Spagna
dell'Inquisizione, dalla Francia del Re Sole all'Inghilterra settecentesca,
attraverso il campo infuocato di Waterloo e i gelidi paesaggi del Nord,
per concludersi ai nostri giorni nel Nuovo Mondo del Cinema. I luoghi e
i momenti cruciali della nostra Storia rivivono, raccontati dal punto di
vista della Leggenda.
Alla sua terza prova narrativa, Gianfranco Manfredi scompone l'unità
della forma romanzo, liberandola alla molteplicità dei racconti.
Diversi i protagonisti narranti, diversi i registri letterari: avventura
e favola simbolica, resoconto storico e frammento onirico, dramma e umorismo
nero. Costruite su intrecci e su una base ricchissima di riferimenti storici,
folclorici e letterari, le sue avvincenti storie di vampiri sfuggono ad
ogni prevedibilità e ad ogni cliché, esaltando i valori dinamici
del narrare, in una continua, contagiosa tensione verso l'inatteso. Nello
sfumarsi reciproco di Storia e Leggenda, prende forma l'indicazione di un
nuovo Realismo Visionario: non c'è "dato" che non debba
essere anche "immaginato".
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