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Our line has been called a race of visionaries
(La mia stirpe è stata chiamata una razza di visionari)
E.A.Poe, Berenice
La fortuna
cinematografica di Poe è stata notevolissima, a partire dal
1908, data della
prima versione filmata de I delitti delle rue Morgue (anche
se con protagonista Sherlock Holmes al posto di Dupin, curioso caso
di spodestamento del modello originale da parte del derivato, se non
proprio del doppio ). Per un secolo, cineasti americani
ed europei di diverse inclinazioni (dalle più corrive alle
più elitarie) si sono sentiti stimolati da Poe al punto di
eleggerlo a loro autore di riferimento.
Daltra parte, se si scorre lelenco dei più di cento
film dichiaratamente ispirati o tratti da Poe, si scopre che più
della metà di questi film sono trasposizioni di soli cinque
racconti e un poema. In testa alla classifica, cè Il
cuore rivelatore con almeno quindici versioni cinematografiche,
poi, più o meno a pari merito con una decina di film ciascuno:
Il gatto nero, La Caduta della Casa Usher, Il Corvo,
il Pozzo e il Pendolo, e il già citato I delitti
della Rue Morgue. Dunque, se è indubbio il fascino esercitato
da Poe sui cineasti, è altrettanto certo che il cinema riducendo
lopera di Poe a pochissimi testi considerati esemplari per le
suggestioni filmiche che contenevano, ha immiserito la complessità
e la ricchezza di Poe come narratore e poeta.
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Ne ha
sofferto anzitutto la produzione grottesca e umoristica. Per la verità
Edison, nel 1913, aveva confidato nellambivalenza comica e macabra
di un racconto come Il sistema del dottor Catrame e del Professor
Piuma (The Lunatics), ma aveva dovuto arrendersi al fallimento
delloperazione: il film, per la regia di Maurice Tourneur,
era una sintesi di un quarto dora di un atto unico del Grand
Guignol, tratto appunto dal racconto di Poe. Si trattava dunque di
una trasposizione al quadrato. Il pubblico del Gran Guignol era abituato
a rappresentazioni di genere diverso: anche se il mainstream era costituito
da rappresentazioni mirate alleffetto choc, un certo eclettismo
di temi e di toni era dobbligo nei programmi, in continuità
con la tradizione del Teatro di Varietà. Ad esempio in un programma
del 1923, troviamo a far da corona al Système du Dr. Goudron
et du prof. Plume, un farsa sessuale, un atto unico macabro sul
tema della reviviscenza, e una commedia. Gli spettatori del cinema
erano invece disorientati dalla compresenza di generi
percepiti come opposti, arrivavano in sala già emotivamente
orientati: gli appassionati del comico e quelli del brivido costituivano
insomma (e in parte è così ancora oggi) pubblici
diversi. Il sistema del dottor Catrame e del Professor
Piuma, nella versione teatrale del Gran Guignol, già
ammorbidiva parecchio il tono umoristico, confinandolo a brevi sortite
attoriali, e appesantiva invece laspetto macabro con un finale
a forti tinte: il falso e abusivo Direttore del Manicomio veniva fatto
letteralmente a pezzi dagli internati. Nel film, invece, questo finale
gore era solo suggerito, non mostrato. E i dialoghi umoristici, trattandosi
di un film muto, dovevano affidarsi a una mimica eccessiva, difficilmente
decifrabile come comica, dato che i personaggi rappresentavano
comunque degli alienati mentali. Ne risultava dunque un ibrido poco
convincente. Nelle versioni cinematografiche successive, Il Sistema
venne decisamente orientato sul brivido.
Ciò non significa che il cinema abbia poi escluso ironia e
umorismo grottesco dalla messa in scena del repertorio di Poe, ma
paradossalmente lha applicata ad opere che non lo prevedevano
affatto, come The Raven o The Cask of Amontillado, escludendo cioè
il grottesco in favore della parodia.
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( Nei film comedy di Roger Corman ispirati a Poe,
la parodia è esplicitamente rivolta allo stesso genere filmico
alla Poe. Per esempio, in The Raven del 1962 cè
il seguente scambio di battute. Vincent Price dice a Peter
Lorre: Il corpo di mia moglie è sepolto in una cripta
sotto la casa. E Lorre risponde: E dove se no?,
poi sceso nei sotterranei, tra ragnatele, polvere e ratti vaganti,
commenta: Duro tener pulito qua sotto, eh?).
Sono stati ignorati del tutto racconti apertamente umoristici, e di
grande impatto e popolarità allepoca della loro pubblicazione,
come Il diavolo nel campanile o gustosi divertissement come
Perdita di fiato o Gli occhiali. Non scommettete
la testa col diavolo ha avuto una sola versione cinematografica
(di Fellini, ne parleremo più avanti) ma depurata dal coté
umoristico.
Anche più sorprendente il fatto che neppure un film sia stato
tratto da Le Avventure di Gordon Pym e in genere dai racconti
di ambiente marinaresco. Un solo film è stato ispirato da opere
fondamentali come Berenice e Metzengerstein, e due appena
da un classico come William Wilson.
Si potrebbe pensare che la ristretta scelta di racconti di Poe da
parte dei cineasti, sia stata dovuta al fatto che altri racconti non
erano facilmente adattabili al cinema, ma questa non è una
spiegazione accettabile. Infatti tutti i racconti di Poe, anche quelli
più gettonati, danno molti problemi in fase di
sceneggiatura. Come ha scritto Roger Corman, i racconti di Poe sono
frammenti, meravigliosi frammenti... ma un racconto di due pagine
non è abbastanza per un film di novanta minuti. Nella
maggior parte dei film tratti da Poe, si usa un racconto come base
o cornice, incastrandoci altri racconti dello stesso Poe, mischiati
a libere elaborazioni, invenzioni originali degli sceneggiatori e
dei registi, improvvisazioni degli attori. Dare coerenza a questi
diversi elementi è sempre unoperazione complessa, a meno
che non si voglia usare Poe come un semplice marchio commerciale,
un espediente pubblicitario, un mero pretesto. Dichiarò Boris
Karloff nel 1965: Povero Poe! Quante gliene abbiamo fatte,
approfittando della sua impossibilità a difendersi!.
Ma consideriamo un caso nobile: la serie di film (appunto) di Roger
Corman. La casa produttrice (AIP) ne offrì questa definizione:
Poe ci ha messo lo spunto iniziale e la fine, Corman tutto il
resto.
Cè da chiedersi se non sarebbe stato più semplice
scegliersi come fonte un altro autore, un romanziere più ordinato,
strutturato, già predisposto al trattamento cinematografico.
Il Dracula di Bram Stoker , il Frankenstein di Mary Shelley, il Jekill
di Stevenson non hanno mai dato di questi problemi. Delle dieci versioni
del Pozzo e il Pendolo non ce nè una uguale allaltra.
Non sono dieci Dracula diversamente interpretati ma che raccontano
la stessa storia. Sono dieci film che raccontano dieci storie diverse.
Dunque: perché Poe? Perché tanti cineasti si sono assoggettati
e si assoggettano ancora alla difficile riscrittura di un materiale
che, pur selezionato, resta indocile e sfuggente?
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Le prove impegnative stimolano soprattutto i Maestri, i grandi autori
che hanno bisogno di ostacoli e problemi da risolvere per mostrare
appieno la loro eccellenza. E Griffith il primo gigante
che affronta limpervia operazione Poe in un film
del 1914: The Avenging Conscience che raggruppa tre diverse
storie: Il pozzo e il pendolo, Il Cuore Rivelatore
e il poema Annabel Lee, indicando così la
strada da percorrere agli autori successivi.
Ma il primo film importante e di alto livello estetico è La
Chute de la Maison Usher del 1928, opera di Jean Epstein,
con Luis Buñuel come aiuto regista. Il film ingloba
nella Casa Usher, Il ritratto ovale e cita di sfuggita
Ligeia. Epstein incentra la sua narrazione proprio sulla scarsità
degli avvenimenti, immergendo la vicenda in un clima sospeso e fuori
dal tempo, in ampi e desolati saloni, tra nebbie, letture di poemi
gotici (che nel racconto di Poe erano un contrappunto ironico alla
pervasiva malinconia della situazione e che qui invece servono a rimarcarla),
echi, rumori, suoni e musiche il cui insorgere (trattandosi di un
film muto) è manifestato e alluso da improvvisi e fugaci movimenti
e scatti del capo del protagonista Roderick Usher. Questo suono assente,
fantasma, è il punto di forza del film. In una delle sequenze
più riuscite, Roderick Usher impugna la chitarra e arpeggia
fino a spezzarne le corde. Il movimento delle sue dita sullo strumento
è alternato a immagini di acque paludose increspate dal vento,
di alberi scheletrici e paesaggi morti. Un vero videoclip ante
litteram che dà ritmo ed espressione a una musica visibile
eppure impercettibile alludito. Questa scelta stilistica che
abbina suoni evocati e immagini, è perfettamente corrispondente
alla prosa di Poe che sempre accoppia alla descrizione attraverso
le immagini, corrispondenti effetti sonori. La vista e ludito
sono per Poe i sensi rivelatori. E già qui possiamo individuare
uno dei motivi principali della fascinazione da lui esercitata sui
cineasti, proprio perché il cinema non trasmette odori, gusti,
sensazioni tattili, ma suscita emozioni attraverso limmagine
e il suono.Un altro aspetto centrale della poetica di Poe é
la sua capacità visionaria. Qui Epstein, trasferendola su pellicola,
mostra un sensibilità più vicina a Hoffmann che a Poe.
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I deliri
visionari di Hoffmann sono smarrimenti sensoriali che trasfigurano
il mondo reale in fantastico, mentre quelli di Poe (da molti detrattori
definiti intellettualistici) sono rivelazioni della psiche,
cioè compiono il cammino inverso: dallirreale al reale.
Cinematograficamente parlando scegliere luna o laltra
direzione porta ad esiti diametralmente opposti. Semplificherò
per chiarezza. Struttura A: il protagonista vive come esperienza reale
un sogno angosciante, dal quale alla fine si sveglia. Realizzando
che è stato solo un sogno, si conforta, e con lui il pubblico.
Il film stesso è unesperienza visionaria intensamente
emotiva, e alla fine lo spettatore se ne torna a casa, rientra nella
normalità.
Come il protagonista del film si conforta dicendosi è
stato solo un sogno, così fa lo spettatore dicendosi
è stato solo un film. Struttura B: il protagonista,
dopo il risveglio dallincubo, ha una spiacevole sorpresa: lincubo
annunciava la realtà. Lincubo si rivela come una premonizione.
Ciò è molto poco confortante per il protagonista, come
per lo spettatore che rientra nella normalità portandosi
dietro linquietudine trasmessa dal film. Epstein sceglie la
Struttura A.
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